Mi chiedo: "Per caso sto scrivendo un diario"? Se si, la cosa è avvilente, non l'ho tenuto da ragazzina e non mi sembra proprio il caso di tenerlo ora.
Ma allora, perché scrivo?
Va a saperlo!!!!
Comunque sono recidiva, metterò ancora qualche riga nero su bianco.
Il caldo per me è una condizione insopportabile. Mi rende pigra, irritabile e demotivata. Pensandoci bene però, non amo neanche il freddo; fa dolere le ossa, rattrappisce e rallenta i movimenti, almeno a me.
Che cerco allora?
Voglio andare a vivere in Rwanda, 24, dico 24° tutti i giorni dell'anno!!!!
Da noi si dice che gli sbalzi di temperatura possono causare anche sbalzi umorali, che portano persone, particolarmente "sensibili", a scatti violenti che possono addirittura trasformare chi ne è preda in omicida.
Da noi negli ultimi giorni i maschietti hanno ammazzato otto donne. Sarà l'ondata di caldo? Ci credo poco, sono le frustrazioni dei maschi padroni che si vedono sfuggire la schiava prescelta.
Pensandoci su, in Rwanda non ci sono sbalzi di temperatura, ma sia lì, che nelle zone limitrofe, quanto ad ammazzare si sono dimostrati dei veri professionisti.
Allora me ne resto a casa mia a lamentarmi del caldo che, purtroppo, non potrò conservare per il prossimo inverno.
E' tardi ed ho sonno, ho le idee confuse ed andrò a dormire. Aspettando domani, spero di sognare un mondo senza violenza e senza inquinamento
lunedì 12 luglio 2010
domenica 11 luglio 2010
In passato, spesso pensando al domani, ho avuto paura. Sentivo tra me e la vita un muro di gomma che mi impediva di vivere a pieno la mia esistenza.
Se ieri per me era così, oggi cosa è cambiato?
La paura di non farcela, di non essere in grado, il timore delle novità e la sensazione di essere inadeguata formavano quel muro.
Con cosa l'ho demolito?
Entrando in un tunnel nero nel quale ho scorto la morte, non fisica, ma di tutto ciò in cui credevo e speravo.
I più intelligenti potrebbero dire che chi vede la morte ha poco da rallegrarsi ed hanno ragione, ma....
Ma chi abbraccia la morte e si accorge di essere vivo, di essere sopravvissuto nonostante tutto dovrebbe considerare che ha vinto.
Da quella morte non voluta, ma accettata, si risorge e nuova energia, nuove idee e nuovi progetti prendono corpo.
Se la morte del nostro io non ci ha vinti, siamo forti e se siamo forti possiamo raggiungere tutto quello che vogliamo.
E se non ci riusciamo?
Si gira la testa ed altre mete ed altri orizzonti ci aspettano.
E' un ottimismo forzato? Non credo!
Aspettando domani vi dico che se non si ha la forza di morire a se stessi non si troverà mai il coraggio di rinascere.
Se ieri per me era così, oggi cosa è cambiato?
La paura di non farcela, di non essere in grado, il timore delle novità e la sensazione di essere inadeguata formavano quel muro.
Con cosa l'ho demolito?
Entrando in un tunnel nero nel quale ho scorto la morte, non fisica, ma di tutto ciò in cui credevo e speravo.
I più intelligenti potrebbero dire che chi vede la morte ha poco da rallegrarsi ed hanno ragione, ma....
Ma chi abbraccia la morte e si accorge di essere vivo, di essere sopravvissuto nonostante tutto dovrebbe considerare che ha vinto.
Da quella morte non voluta, ma accettata, si risorge e nuova energia, nuove idee e nuovi progetti prendono corpo.
Se la morte del nostro io non ci ha vinti, siamo forti e se siamo forti possiamo raggiungere tutto quello che vogliamo.
E se non ci riusciamo?
Si gira la testa ed altre mete ed altri orizzonti ci aspettano.
E' un ottimismo forzato? Non credo!
Aspettando domani vi dico che se non si ha la forza di morire a se stessi non si troverà mai il coraggio di rinascere.
giovedì 8 luglio 2010
Ho la testa vuota, ho appena finito di scrivere un altro libro e forse il cervello vuole riposare e non pensare più a niente.
Per tre mesi e 23 giorni ho dovuto combattere con un'alcolizzata che, beata lei, ha avuto un gran culo, ancora più di Cenerentola!!!!
Ma non è merito suo se alla fine le è andato tutto bene, temo di essere stata troppo generosa io nel darle il destino che le ho dato.
Però la parte sadica che c'è in me esulta! Quante glie ne ho fatte passare prima di darle tregua!
Adesso che Petra, questo è il nome della povera disgraziata, può vivere tranquilla e serena nel benessere, con chi potrò prendermela?
Con Dio?
E' un bersaglio irraggiungibile.
Col Governo?
E' un bersaglio troppo facile.
Con le tasse?
Le bollette e le scadenze arriverebbero lo stesso.
Con il tempo?
Continuerebbe a fare quello che gli pare.
Potrei prendermela con mio marito, ma sarebbe una guerra persa.
L'infame, appena mi vede andare su di giri che fa?
Mi fa ciao con la manina ed imbocca la porta. Io per un attimo penso:
"Ah! Ce l'ho fatta!"
Povera illusa!!! All'ora di mangiare si presenta sorridente come un segnatempo svizzero.
Ho deciso, non me la prenderò con nessuno.
Con nessuno al di fuori di me.
Sto farneticando, forse è il caldo, forse gli anni sul groppone o forse...... è solo un pizzico di follia
Aspettando domani spero di ritrovare un senso in quello che dico ed in quello che penso.
Per tre mesi e 23 giorni ho dovuto combattere con un'alcolizzata che, beata lei, ha avuto un gran culo, ancora più di Cenerentola!!!!
Ma non è merito suo se alla fine le è andato tutto bene, temo di essere stata troppo generosa io nel darle il destino che le ho dato.
Però la parte sadica che c'è in me esulta! Quante glie ne ho fatte passare prima di darle tregua!
Adesso che Petra, questo è il nome della povera disgraziata, può vivere tranquilla e serena nel benessere, con chi potrò prendermela?
Con Dio?
E' un bersaglio irraggiungibile.
Col Governo?
E' un bersaglio troppo facile.
Con le tasse?
Le bollette e le scadenze arriverebbero lo stesso.
Con il tempo?
Continuerebbe a fare quello che gli pare.
Potrei prendermela con mio marito, ma sarebbe una guerra persa.
L'infame, appena mi vede andare su di giri che fa?
Mi fa ciao con la manina ed imbocca la porta. Io per un attimo penso:
"Ah! Ce l'ho fatta!"
Povera illusa!!! All'ora di mangiare si presenta sorridente come un segnatempo svizzero.
Ho deciso, non me la prenderò con nessuno.
Con nessuno al di fuori di me.
Sto farneticando, forse è il caldo, forse gli anni sul groppone o forse...... è solo un pizzico di follia
Aspettando domani spero di ritrovare un senso in quello che dico ed in quello che penso.
venerdì 25 giugno 2010
Finalmente caldo e cielo sereno hanno scacciato le nuvole, la pioggia ed addirittura il freddo.
Sembrerebbe un discorso normale se non fossimo praticamente a luglio!!!!!
Una cosa rimpiangerò in queste prime sere d'estate, le nuvole al tramonto.
Formano uno spettacolo meraviglioso e sempre diverso che mi costringe a fermarmi ed a restare a faccia in su. Mi piace dipingere, con molti limiti, mi piace e lo faccio, ma ogni volta che guardo il cielo ammiro il pittore che, da "lassù", riesce a dare pennellate con colori che neanche riesco ad immaginare.
In compenso, la sera guarderò le stelle e scruterò il cielo alla ricerca di un ufo tutto mio.
Una scuola di pensiero dice che gli extraterrestri sono già in mezzo a noi, ma che non si fanno vedere perché stanno tramando qualcosa di terribile contro l'umanità; credo invece che se ci sono, se ne stanno ben nascosti perché di noi uomini hanno paura.
In fondo se l'umanità se ne trovasse davanti uno, che farebbe? Lo catturerebbe, lo studierebbe, lo sezionerebbe ed alla fine guardando il cadaverino e non avendoci capito niente, ne cercherebbe un altro per fargli lo stesso servizio.
Beh! Con me possono stare tranquilli, quattro chiacchiere e poi ognuno a casa sua.
Adesso lascerò la tastiera, per qualche minuto ammirerò le stelle e poi, aspettando domani augurerò a me e a chi mi legge: buona notte.
Sembrerebbe un discorso normale se non fossimo praticamente a luglio!!!!!
Una cosa rimpiangerò in queste prime sere d'estate, le nuvole al tramonto.
Formano uno spettacolo meraviglioso e sempre diverso che mi costringe a fermarmi ed a restare a faccia in su. Mi piace dipingere, con molti limiti, mi piace e lo faccio, ma ogni volta che guardo il cielo ammiro il pittore che, da "lassù", riesce a dare pennellate con colori che neanche riesco ad immaginare.
In compenso, la sera guarderò le stelle e scruterò il cielo alla ricerca di un ufo tutto mio.
Una scuola di pensiero dice che gli extraterrestri sono già in mezzo a noi, ma che non si fanno vedere perché stanno tramando qualcosa di terribile contro l'umanità; credo invece che se ci sono, se ne stanno ben nascosti perché di noi uomini hanno paura.
In fondo se l'umanità se ne trovasse davanti uno, che farebbe? Lo catturerebbe, lo studierebbe, lo sezionerebbe ed alla fine guardando il cadaverino e non avendoci capito niente, ne cercherebbe un altro per fargli lo stesso servizio.
Beh! Con me possono stare tranquilli, quattro chiacchiere e poi ognuno a casa sua.
Adesso lascerò la tastiera, per qualche minuto ammirerò le stelle e poi, aspettando domani augurerò a me e a chi mi legge: buona notte.
lunedì 14 giugno 2010
Il tempo passa veloce e su di lui i giorni svaniscono come fuochi fatui nella notte.
La buon'anima si chiedeva:"Essere o non essere?", io invece mi chiedo:"Perché essere?"
Essere per apparire?
Essere per guadagnare?
Essere per valere?
Essere per comandare?
Essere per imparare e conoscere?
Essere per soffrire?
Essere per amare?
L'apparenza di cosa è fatta? Di begli abiti? Di gioielli? Di estetica?
Guadagnare per avere che? E per lasciarlo a chi? Forse a persone che ricevendo più di quello che meritano non impareranno mai a vivere? Oh! Con i soldi ci si può curare, si può stare in una casa comoda, si fa bella figura con gli amici che magari ci invidieranno un po'. Ma poi?
Valere va bene, ma perché? Per farci vedere grandi davanti ai figli, agli amici e a chi ci sta vicino? Chi vale suscita gelosie ed invidia, attira la critica e la maldicenza e se non pensa a valere per le cose che contano il suo valore è come la crusca.
Comandare a chi? Cosa comandare? Perché comandare?
I capi hanno seguaci, ma suscitano odio negli avversari. Allora perché il potere è tanto ambito e tenuto stretto anche con le armi?
Essere per imparare e conoscere mi piace, ma chi arriva a cento anni ed ha studiato tanto per imparare, lascerà il suo bagaglio che si disperderà. Forse sarà consultato nel tempo su qualche testo, forse, forse, forse.....
Essere per soffrire?
Eh si! Questa è una certezza! Potremmo farne benissimo a meno, ma è un fardello, la sofferenza, di cui nessuno vorrà mai privarci per portarlo poi sulle sue spalle. La sofferenza ci rende santi? Non credo, quando si soffre, ci si raccomanda a Dio, ma pochi sono quelli che accettano dolori e perdite.
Essere per amare? Questo si! Mi piace! Ma amare chi? Perché l'amore eterno è solo nei romanzi e perché l'amore dei genitori per i figli causa tante sofferenze?
Ma l'amore è il respiro della vita ed allora vale davvero la pena di.... essere...per amare!!!!
La buon'anima si chiedeva:"Essere o non essere?", io invece mi chiedo:"Perché essere?"
Essere per apparire?
Essere per guadagnare?
Essere per valere?
Essere per comandare?
Essere per imparare e conoscere?
Essere per soffrire?
Essere per amare?
L'apparenza di cosa è fatta? Di begli abiti? Di gioielli? Di estetica?
Guadagnare per avere che? E per lasciarlo a chi? Forse a persone che ricevendo più di quello che meritano non impareranno mai a vivere? Oh! Con i soldi ci si può curare, si può stare in una casa comoda, si fa bella figura con gli amici che magari ci invidieranno un po'. Ma poi?
Valere va bene, ma perché? Per farci vedere grandi davanti ai figli, agli amici e a chi ci sta vicino? Chi vale suscita gelosie ed invidia, attira la critica e la maldicenza e se non pensa a valere per le cose che contano il suo valore è come la crusca.
Comandare a chi? Cosa comandare? Perché comandare?
I capi hanno seguaci, ma suscitano odio negli avversari. Allora perché il potere è tanto ambito e tenuto stretto anche con le armi?
Essere per imparare e conoscere mi piace, ma chi arriva a cento anni ed ha studiato tanto per imparare, lascerà il suo bagaglio che si disperderà. Forse sarà consultato nel tempo su qualche testo, forse, forse, forse.....
Essere per soffrire?
Eh si! Questa è una certezza! Potremmo farne benissimo a meno, ma è un fardello, la sofferenza, di cui nessuno vorrà mai privarci per portarlo poi sulle sue spalle. La sofferenza ci rende santi? Non credo, quando si soffre, ci si raccomanda a Dio, ma pochi sono quelli che accettano dolori e perdite.
Essere per amare? Questo si! Mi piace! Ma amare chi? Perché l'amore eterno è solo nei romanzi e perché l'amore dei genitori per i figli causa tante sofferenze?
Ma l'amore è il respiro della vita ed allora vale davvero la pena di.... essere...per amare!!!!
domenica 23 maggio 2010
Ecco, fra due giorni ci sarà la presentazione del mio libro.
Tutti mi chiedono se sono emozionata, se mi sento orgogliosa e se sono felice.
Io sono, esisto e tanto mi basta.
In pochissimo tempo, lo so per certo, più di trecento persone hanno letto quello che ho scritto.
Quello che mi piace davvero è che abbiano condiviso le emozioni che ho provato nel raccontare le storie dei personaggi.
E' il mio primo esperimento.
Un po' tardivo, ma è sempre il primo. Forse è incompleto, forse troppo circostanziato o forse ha un difetto diverso per per ognuno che lo ha letto.
Mi piace che le persone che conosco mi facciano commenti e critiche, evidentemente sono entrate nella storia ed hanno camminato dentro di essa.
Cosa mi aspetto?
Che ci sia gente curiosa, che voglia sapere cosa può esserci dentro il cuore di Diana e come una persona, normale come me, riesca a costruire percorsi fantastici (in senso di: particolari, al limite della logica).
Mi piacerebbe che chi lo leggerà, rimpianga il fatto che il libro sia troppo breve.
Sarebbe bello discutere con le persone degli argomenti che tratto, a prescindere dal fatto che quelle pagine sono state scritte da me.
Cosa mi disturba in questo momento?
La gelosia di persone alle quali voglio bene.
Non sono famosa e davvero non sono ricca, allora, perché?
Farò la presentazione, ma saranno minuti stressanti e lunghissimi.
Che orgoglio dovrei avere?
Passerà domani e poi un domani ancora e poi, il giorno successivo, la parata, grazie a Dio sarà finita.
Tutti mi chiedono se sono emozionata, se mi sento orgogliosa e se sono felice.
Io sono, esisto e tanto mi basta.
In pochissimo tempo, lo so per certo, più di trecento persone hanno letto quello che ho scritto.
Quello che mi piace davvero è che abbiano condiviso le emozioni che ho provato nel raccontare le storie dei personaggi.
E' il mio primo esperimento.
Un po' tardivo, ma è sempre il primo. Forse è incompleto, forse troppo circostanziato o forse ha un difetto diverso per per ognuno che lo ha letto.
Mi piace che le persone che conosco mi facciano commenti e critiche, evidentemente sono entrate nella storia ed hanno camminato dentro di essa.
Cosa mi aspetto?
Che ci sia gente curiosa, che voglia sapere cosa può esserci dentro il cuore di Diana e come una persona, normale come me, riesca a costruire percorsi fantastici (in senso di: particolari, al limite della logica).
Mi piacerebbe che chi lo leggerà, rimpianga il fatto che il libro sia troppo breve.
Sarebbe bello discutere con le persone degli argomenti che tratto, a prescindere dal fatto che quelle pagine sono state scritte da me.
Cosa mi disturba in questo momento?
La gelosia di persone alle quali voglio bene.
Non sono famosa e davvero non sono ricca, allora, perché?
Farò la presentazione, ma saranno minuti stressanti e lunghissimi.
Che orgoglio dovrei avere?
Passerà domani e poi un domani ancora e poi, il giorno successivo, la parata, grazie a Dio sarà finita.
mercoledì 12 maggio 2010
Ho scritto LE SETTE STANZE DEL CUORE, una pagina dietro l'altra, senza un programma prestabilito, facendo vivere ai personaggi la loro vita.
Scrivere, se ci si lascia prendere la mano è facile. Possiamo mettere le nostre paure, le nostre emozioni e le nostre speranze o invece possiamo far salire alla mente parole ascoltate, confidenze ricevute e storie di cui siamo stati testimoni, per poi elaborarle.
Non è difficile scrivere, basta entrare nel cuore dei personaggi e farli muovere in autonomia, staccati dal nostro pensiero. Possono infatti comportarsi in modo completamente diverso da quello di chi scrive, se l'autore li lascia liberi, senza condizionare le loro azioni.
Scrivendo, io persona qualunque, avevo fatto una scommessa oltre che con un'altra persona, soprattutto con me stessa.
So dipingere, ma dopo un po' mi sono stancata ed ho piantato tutto lì, ho iniziato mille cose ma non ho mai concluso molto ed allora la scommessa è stata quella di scrivere un libro di almeno 100 pagine e questa partita l'ho vinta.
Mentre scrivevo non facevo progetti e la decisione di inviarlo, una volta finito, ad un Editore, è stata casuale.
Pensando alla mia comodità l'ho mandato all'Editore più pubblicizzato e più vicino.
Passavano i mesi e pensavo di rifornire di inchiostro la stampante per fare una copia anche per me, quando ecco la lettera dell'Editore, ahimè a pagamento, che accettava di pubblicare il mio libro.
Chi mi conosce? Presuntuoso pretendere che qualcuno puntasse rischiando su di me ed allora ho firmato il contratto.
Quando è arrivata la contropartita del pagamento, 180 libri che avrei dovuto vendere per rientrare del mio, per poco non mi è venuto un coccolone vedendo, in concreto, la quantità di volumi che avevo davanti.
Strano, ma vero, sono passati tre mesi ed i libri sono tutti venduti e se vorrò averne qualcuno a portata di mano, dovrò comprarne ancora.
Non so se venderò qualcosa al di fuori del mio giro, la vendita si basa su una distribuzione su richiesta da parte dei librai .
E qui il cane si morse la coda.
Se il libraio non vede il libro, certamente non lo tiene; se il lettore non lo vede, non lo compra ed allora affidiamoci agli acquirenti on line ed alla loro curiosità.
Ma una soddisfazione l'ho avuta, vederlo girare nel web pubblicizzato è una cosa molto gratificate.
E' il mio primo libro, è particolare, picchia dentro l'anima, ma da una speranza.
Non ci sono rose o fiorellini, niente tramonti o baci sulla spiaggia, ma il nulla, il fuoco e la sconfitta dei nemici interiori.
Scrivi, scrivi, ho ucciso anche i miei.
Aspettando domani vi auguro di uccidere anche i vostri.
Scrivere, se ci si lascia prendere la mano è facile. Possiamo mettere le nostre paure, le nostre emozioni e le nostre speranze o invece possiamo far salire alla mente parole ascoltate, confidenze ricevute e storie di cui siamo stati testimoni, per poi elaborarle.
Non è difficile scrivere, basta entrare nel cuore dei personaggi e farli muovere in autonomia, staccati dal nostro pensiero. Possono infatti comportarsi in modo completamente diverso da quello di chi scrive, se l'autore li lascia liberi, senza condizionare le loro azioni.
Scrivendo, io persona qualunque, avevo fatto una scommessa oltre che con un'altra persona, soprattutto con me stessa.
So dipingere, ma dopo un po' mi sono stancata ed ho piantato tutto lì, ho iniziato mille cose ma non ho mai concluso molto ed allora la scommessa è stata quella di scrivere un libro di almeno 100 pagine e questa partita l'ho vinta.
Mentre scrivevo non facevo progetti e la decisione di inviarlo, una volta finito, ad un Editore, è stata casuale.
Pensando alla mia comodità l'ho mandato all'Editore più pubblicizzato e più vicino.
Passavano i mesi e pensavo di rifornire di inchiostro la stampante per fare una copia anche per me, quando ecco la lettera dell'Editore, ahimè a pagamento, che accettava di pubblicare il mio libro.
Chi mi conosce? Presuntuoso pretendere che qualcuno puntasse rischiando su di me ed allora ho firmato il contratto.
Quando è arrivata la contropartita del pagamento, 180 libri che avrei dovuto vendere per rientrare del mio, per poco non mi è venuto un coccolone vedendo, in concreto, la quantità di volumi che avevo davanti.
Strano, ma vero, sono passati tre mesi ed i libri sono tutti venduti e se vorrò averne qualcuno a portata di mano, dovrò comprarne ancora.
Non so se venderò qualcosa al di fuori del mio giro, la vendita si basa su una distribuzione su richiesta da parte dei librai .
E qui il cane si morse la coda.
Se il libraio non vede il libro, certamente non lo tiene; se il lettore non lo vede, non lo compra ed allora affidiamoci agli acquirenti on line ed alla loro curiosità.
Ma una soddisfazione l'ho avuta, vederlo girare nel web pubblicizzato è una cosa molto gratificate.
E' il mio primo libro, è particolare, picchia dentro l'anima, ma da una speranza.
Non ci sono rose o fiorellini, niente tramonti o baci sulla spiaggia, ma il nulla, il fuoco e la sconfitta dei nemici interiori.
Scrivi, scrivi, ho ucciso anche i miei.
Aspettando domani vi auguro di uccidere anche i vostri.
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